Montorio al Vomano-Gran Sasso

Montorio al Vomano-Gran Sasso Montorio al Vomano-Gran Sasso Montorio al Vomano-Gran Sasso

Montorio al Vomano, importante centro artigianale e commerciale della provincia, è un comune del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, di cui rappresenta la naturale porta di accesso dal versante teramano, distante 30 minuti dal Gran Sasso. La cittadina ha origini antichissime e il borgo medievale, arrampicato su un'altura, offre uno scenario particolarmente suggestivo. La parte bassa della città, di epoca più recente, si trova a fondo valle. Numerosi i monumenti custoditi nel piccolo centro, tra i quali si evidenziano le chiese di S. Rocco e S. Antonio, entrambe situate in Piazza Orsini, la piccola chiesa di S. Filippo e il Palazzo Municipale. Di particolare interesse i conventi della SS. Concezione e della SS. Annunziata (o dei Cappuccini). Il centro storico è caratterizzato dalla presenza di eleganti vicoli e di interessanti palazzi nobiliari di diverse epoche.



Il mezzo migliore da utilizzare è sicuramente la bici o la mountain bike. Posta all’inizio della Strada Maestra del Parco, la partenza da Montorio al Vomano permette di raggiungere immediatamente, con poche pedalate il cuore del Parco nazionale Gran Sasso e Monti della Laga. Dopo 5 minuti il paesaggio è già cambiato. Ci si sta inoltrando nella stretta e sinuosa valle del Vomano. Le stratificazioni rocciose sono il libro che la geologia ci offre, per raccontare la storia antica della terra d’Abruzzo un tempo immersa sul fondo del mare. Boschi di pino ci restituiscono un paesaggio alpino. Risaliamo la valle accompagnati dallo scorrere delle spumeggianti acque. Subito incontriamo una delle numerose ex case cantoniere verniciate color rosso mattone, recentemente ristrutturate dal Parco e destinate a Centri visita. Sulla destra, lungo la sponda del Vomano, gli scavi archeologici ci restituiscono le vestigia del Tempio di Ercole, a testimonianza che questa era la via che conduceva all’antica Roma ricollegandosi, più avanti, all’antica Salaria. La valle è stretta, poco trafficata. Fresca e ombreggiata, nelle roventi giornate estive qui è possibile pedalare anche nelle ore centrali della giornata. Questa era la strada per recarsi nella Capitale fino al giorno dell’inaugurazione del Traforo del Gran Sasso, avvenuta il 1 dicembre 1984. Poi la strada è stata abbandonata dal grande flusso veicolare favorendo la fruizione  turistica. Durante i weekend anche numerosi motociclisti la percorrono, non sempre ad un’andatura tollerata dai pedalatori. Ogni tanto un bivio che conduce ai paesini abbarbicati sulle pendici della valle. Tra questi Cerqueto, famosa per il presepe vivente che vi si organizza il 26 dicembre di ogni anno fin dal lontano 1964, su idea del suo parroco, don Nicola Jobbi, che fu padre anche del Museo Etnografico delle Arti e Tradizioni Popolari. Ancora più avanti ed ecco il bivio per Pietracamela e Prati di Tivo. Qui si abbandona la Strada maestra e ha inizio una salita mitica per i ciclisti abruzzesi. Una salita di 15 km per 1000 metri di dislivello. Su questa salita si involò lo scalatore Giovanni Battaglin nella tappa Ancona-Prati di Tivo del 1975. Bellissima ascesa. Si parte da quota 430 m, la pendenza è costante (circa il 7%) ad eccezione di brevi tratti al 10%. Tanti tornanti. Un bivio sulla destra invita i meno allenati ad abbandonare la salita dopo 4,5 km per dirigersi verso la vicina Intermesoli. Percorreremo quella strada al ritorno. Si seguita a salire. Le prime guglie del Gran Sasso fanno capolino tra un tornante e l’altro. Ecco lassù Pietracamela, arroccata tra le rocce. Un paesaggio da presepe. Saliamo ancora. Raggiungiamo Pietracamela, dopo circa 40 minuti di ascesa. Qui è consigliabile una sosta. In questo paese, che fa parte del club I borghi più belli d'Italia, piacevole sarebbe poter godere di una passeggiata nelle strette vie del paese anche se chi è qui giunto con la bici da corsa non ha calzature adatte.  Più adatte sono le calzature di chi è qui con la mountain bike. Nel paese è presente il Centro visite del Parco. Particolari le monumentali pitture rupestri realizzate nel 1963 dal gruppo di pittori locali capitanati da Guido Montauti. Una palestra di roccia asseconda chi ha voglia di scalate. Se si ha ancora voglia si può riprendere la salita pedalando ancora per 5,6 km fino a raggiungere la località di Prati di Tivo a quota 1465 m. È questo un frequentato luogo di turismo estivo e invernale, dotato di seggiovia e  skilift. Vi sono alberghi e bar.Mantellina e via. Si torna indietro, tirando quasi sempre i freni. Si attraversa Pietracamela oppure la si aggira percorrendo la variante e si raggiunge il bivio per Intermesoli. Si punta verso questa località, la si costeggia, quindi si prosegue verso Fano Adriano. Circa 1 km prima del paese vi sono i grignetti, caratteristiche vasche scavate nella pietra nelle quali si pigiava l'uva, ubicate in una zona rocciosa poco sopra la strada. Occorrono scarpe adatte per percorrere i circa 50 m di sentiero scosceso. Una sosta nell’accogliente paese di Fano Adriano è da consigliare. La chiesa parrocchiale presenta una facciata cinquecentesca, con il campanile del 1550 e il portale realizzato nel 1693. Pregevoli sono i soffitti lignei secenteschi, in particolare quello della navata centrale, datato al 1608 ma di impianto ancora rinascimentale, a cui furono aggiunte delle tele nel tardo Seicento e poi nel Settecento. Si riparte; un tratto in discesa ci riporta sulla Strada maestra del Parco. Si punta verso valle. Chi ha poco tempo o è stanco potrà tornare velocemente, lasciando andare la bici lungo la lieve discesa fino al punto di partenza di Montorio al Vomano. Per chi volesse pedalare ancora c’è da affrontare la salita per Poggio Umbricchio, il cui bivio lo si incontra sulla sinistra a metà di un lungo rettilineo dopo poche centinaia di metri. Si attraversa il ponticello sul fiume Vomano lasciando l’area del Gran Sasso per entrare in quello della Laga. La strada sale per 2,8 km, quindi un bivio dopo il quale la strada si inerpica ancora per circa 800 durissimi metri fino al paesino di Poggio Umbricchio. Se non si vuole salire al paese si può puntare direttamente verso Altavilla. La strada è in lieve e piacevole saliscendi. Splendida la vista sulla catena del Gran Sasso sugli incastonati borghi di Cerqueto e di Pietracamela. Incrociata la strada che sale verso San Giorgio e le praterie di Piano Roseto, si punta verso la discesa. Attraversate le località minori di Schiaviano e Villa Vallucci si raggiunge il punto di partenza, Montorio al Vomano.



Tradizione e genuinità, sapori forti del passato rivisitati e riadattati al gusto dei giorni nostri.


Sono questi gli ingredienti che fanno della gastronomia teramana una delle più apprezzate cucine d'Abruzzo e non solo.


Un'arte culinaria che nel corso degli anni è stata capace d'innovarsi senza tradire le proprie radici, recuperando e rivisitando quella che un tempo era chiamata "cucina povera" e che oggi è diventata sinonimo di eccellenza e qualità. Montorio al Vomano offre la possibilità di assaporare la cucina tipica del posto nei sui ristorantini tipici nel cuore del centro storico in un’atmosfera del tutto speciale.